PRINCESS MAISON: RECENSIONE DEL MANGA

È recentemente uscito il terzo volume di Princess Maison, il manga di Aoi Ikebe, pubblicato in Italia da Bao Publishing per la collana Aiken, dedicata ai titoli giapponesi, e tradotto da Christine Minutoli.

In totale la pubblicazione prevede 6 volumi; siamo quindi a metà ed è proprio alla fine del terzo che si arriva a un grosso punto di svolta per la storia. Mi è sembrato dunque un ottimo momento per mettere insieme riflessioni, pensieri e aspettative che il manga mi ha suscitato; cercherò di farlo, ovviamente, senza spoiler.

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Princess Maison racconta la storia di Sachi Numagoe, cameriera di un izakaya, che decide di acquistare casa da sola a Tokyo e si mette dunque alla ricerca di quella perfetta.

Tramite diversi episodi e personaggi il primo volume prepara il lettore al mood e agli argomenti generali della storia. La ricerca di una casa da comprare pone la protagonista, e coloro che la circondano, di fronte a gioie, dolori, domande e ansie di una generazione intera, che vengono rappresentate con delicatezza e senza mai appesantire.

La protagonista principale è Sachi , ma, man mano che si procede, vengono proposte anche alcune storie e personaggi collaterali. La maggioranza sono donne di cui ci viene mostrato il rapporto con la propria casa (ideale o reale), che spesso si fa metafora o simbolo di qualcosa di ancor più profondo.

Interessante è anche la scelta di integrare nel racconto anche il personale dell’agenzia immobiliare che segue Sachi, e che finisce per affezionarsi alla sua “causa”. Sachi, infatti, non si accontenta; è molto minuziosa nell’osservare le case che le vengono proposte fin nei minimi dettagli e, soprattutto, è convinta che lavorando sodo raggiungerà il suo obiettivo.

Fra le parti che compongono ciascun volume, si trovano inoltre i consigli immobiliari degli agenti, sondaggi, spiegazioni o altri insight sul mondo immobiliare di Tokyo, che ci fanno capire quanto possa essere difficile la ricerca di una casa nella megalopoli e accrescono quindi l’empatia del lettore con Sachi, pur non essendo del tutto parte del racconto.

Il tema della ricerca della casa, poi, per chi come me si aggira sulla trentina, è molto sentito ed estremamente vicino alla propria esperienza personale. Acquistare una casa ti mette di fronte a tantissime riflessioni, a scelte di vita e implica indispensabilmente una certa pianificazione della propria vita e delle proprie prospettive future. Se poi la si acquista in città, può capitare che l’offerta non sia sufficiente a soddisfare la domanda e sia aggiungono tutta una serie di ulteriori risvolti. Si deve necessariamente scendere a qualche compromesso, magari legarsi a un mutuo o rinunciare a una stanza in più che farebbe comodo, o spostarsi dalla propria zona di prefernza; insomma, bisogna veramente capire quali siano le proprie priorità.

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Ma il manga riesce subito a creare empatia anche con coloro che hanno esperienze diverse, utilizzando l’insormontabile traguardo della ricerca della casa perfetta e personaggi del tutto diversi fra loro, come metafora per argomenti più generali e in parte generazionali. L’incertezza sul futuro e sul lavoro, le aspettative e le speranze di ciascuno, la differenza fra chi ha più o meno disponibilità economica, la creazione e la coltivazione di rapporti interpersonali, le pressioni famigliari o sociali, l’emancipazione femminile, la sfida di vivere e integrarsi in una città e la voglia di farcela…

Il tutto inserendo scorci di Tokyo, gesti e abitudini di vita giapponese, tipici della categoria “slice of life”, che, per gli appassionati come noi, non possono rappresentare che un plus. Grande plus anche la tenacia di Sachi, che, nonostante tutte le difficoltà, non si dà mai per vinta e continua a cercare la casa giusta per lei. Per noi acquistare casa è stata una sorta di Odissea che non vorremmo doverci trovare a ripetere, quindi trovare uno spirito così positivo in questo manga è stata una ventata d’aria fresca.

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Il racconto si sviluppa alternando diversi personaggi, situazioni e, ovviamente, appuntamenti per visitare case; questo talvolta rende la trama più verticale che orizzontale, e contribuisce a rendere Princess Maison una lettura perfetta anche da incastrare in piccoli slot di tempo, senza dover necessariamente procedere, come dico io, “a burrone”. Nel terzo volume si riprendono le fila di quasi tutto, arrivando a un grande punto di svolta, che non vi svelo, ma che forse avete già immaginato… Non vedo l’ora che arrivino i prossimi volumi, per immergermi ancora una volta nella vita edochiana di Sachi e tutti gli altri.

Qui trovate il primo volume di Princess Maison; se non l’avete ancora letto, lo consiglio per una lettura leggera, ma non per questo vuota, immersa in atmosfere nipponiche e allo stesso tempo vicina alla nostra vita.

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Rachele

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