TANABATA 2019: L’EVENTO AL PLANETARIO DI MILANO

Racconto della serata “Miti e Leggende del Sol Levate”

Il Tanabata è una delle festività giapponesi più romantiche in assoluto.

Si narra infatti di due innamorati (rappresentanti le stelle Vega e Altair)che furono confinati sulle rive opposte di un Fiume Argentato, ossia la Via Lattea, perché, travolti dalla passione, si dimenticarono dei propri doveri. Da quel momento, fu loro concesso di rincontrarsi una sola volta all’anno, appunto durante la notte del Tanabata, che per convenzione è generalmente festeggiato il 7 luglio, anche se per la precisione cadrebbe la notte del settimo giorno del settimo mese del calendario lunare.

Con questo mito in testa, decidiamo di celebrare anche noi questo matsuri e ci informiamo sull’evento più  interessante in suolo milanese. Individuiamo una serata al planetario che promette proiezioni, video, animazioni, conferenze e ovviamente uno spazio Tanzaku, i bigliettini colorati su cui tradizionalmente si scrive un desiderio per poi appenderli a un ramo di bambù in occasione del Tanabata.

Per soli 5 euro sembra un bel pacchetto; per di più il tutto è organizzato in collaborazione col planetario Gingaza di Tokyo, quindi l’appeal è letteralmente alle stelle.

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La relatrice Chiara Pasqualini guida il pubblico alla scoperta del cielo di Tokyo focalizzandosi su miti e leggende giapponesi legati alla costellazione di Orione. Non si parla molto a lungo del Tanabata in sé quindi, forse perché la leggenda è già nota ai più. È comunque interessante scoprire come i giapponesi abbiano interpretato le stelle e come differiscano i loro miti legati al cielo rispetto a quelli occidentali.

Il planetario poi ha sempre il suo fascino. Osservare il cielo stellato è emozionante e suggestivo, il silenzio della sala e le luci della volta ci fanno quasi dimenticare dove siamo… Ce lo ricordiamo purtroppo perchè dopo un po’ le sedie vintage del planetario non sono il massimo della comodità e ci fa male il collo. Ma sono sedie con un importante valore storico, essendo fra le ultime esistenti nel loro genere, quindi stringiamo i denti in onore della storia.

La conferenza è interpuntata da presentazioni curate da Ryo Kasuga, direttore del Gingaza, che compare addirittura in un video, in cui peraltro si sforza di parlare italiano. Lo troviamo adorabile, ma bisogna ammettere che forse siamo accecati dal nostro amore per il popolo giapponese; i video, un po’ traballanti, non sono curati come ci si aspetterebbe in queste occasioni, ma si sente tutta la passione che ci ha messo il direttore, quindi sono comunque piacevoli.

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All’uscita ci aspetta l’area Tanzaku, per cui siamo sulle spine da tutta la sera. La troviamo purtroppo un po’ spoglia. Non c’è nessun tipo di decorazione e dà praticamente su corso Venezia, quindi l’atmosfera è un po’ fredda e caotica. Ci sono soltanto due alberi di bambù a cui a cui appendere, appunto, i Tanzaku.

Ad ogni modo, non possiamo perdere l’occasione di affidare i nostri desideri alle stelle, proprio la sera del Tanabata. Quindi ci facciamo strada fra la piccola ressa che si è creata, agguantiamo tanzaku e pennarello e finalmente raggiungiamo un ramoscello di bambù a cui appendere il nostro foglietto colorato. Guardiamo il cielo per essere sicuri che le stelle abbiano recepito il messaggio, ma questo momento poetico dura solo un secondo, perché ci rendiamo conto che a Milano di stelle se ne vedono ben poche… Nel mezzo di questo ragionamento veniamo spintonati dall’avventore dietro di noi, che, come tutti, sta giustamente lottando per la sua chance di esprimere un desiderio.

Ci facciamo da parte e prendiamo la via di casa; la serata è finita, la testa piena di sogni e il collo dolorante. Tutto non si può avere, ma per il Tanabata questo e altro!

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